L’ho individuata subito da lontano.
Non so, forse per quell’aria inevitabilmente familiare. Mi si è parata davanti come un barilotto di birra. Nonostante il mio pessimo umore, son riuscito a tollerare la sua compagnia durante l’aperitivo (scelto in modo da potermi defilare con eleganza casomai mi fosse risultata insopportabile) e nel giro di qualche ora siamo entrati abbastanza in confidenza da farle dono del mio nome.
Una di quelle cose del tipo che non puoi tornare indietro, ma ormai è fatta.
Sì: può anche diventare mia amica - ho pensato. In fondo devo pur attechire in questa città e da qualche parte devo cominciare. Mi sembra una tipa abbastanza curiosa e soprattutto abbastanza faccia da culo da avere il naso infilato negli ambienti più diversi.
Decido di metterla alla prova tanto per testare la sua resistenza e la sottopongo a dosi massicce di wasabi e alcoholici prima di chiederle che cosa sta leggendo in questi giorni. Barilotto resiste. Fa implodere con grazia un rutto al ginger e mi dice “Borges”. Esame superato.
C’è da lavorare un po’ sui modi ma tutto sommato posso anche presentarmi in pubblico in sua compagnia.
L’indomani andiamo in giro per agenzie immobiliari a scartabellare annunci.
Mando avanti Barilotto a intervistare gli agenti perché mi secco a fare domande e a farmi rivolgere la parola, per cui ascolto i dialoghi e mi limito a esprimere attraverso le sopracciglia il giudizio sugli appartamenti proposti.
Rastrelliamo due appuntamenti e sono già esausto: tra questi due sceglierò la mia nuova casa.
Uno ha un prezzo accettabilmente elevato, non è lontano da lavoro e si trova in una via tranquilla.
L’altro è oscenamente caro, piccolo, nell’epicentro esatto della città, ma ha un soppalco delizioso e una cucina pressochè inesistente. Dev’essere mio.
All’incontro conduco le danze trasformandomi nel mio alterego bravo ragazzo e faccio innamorare di me l’agente, la padrona di casa e incidentalmente anche Barilotto.
In casi come questi meglio pescare a bomba, per essere certi di colpire nel segno.
A fine serata la padrona non solo acconsente a darmi l’appartamento ma vorrebbe darmi anche il suo corpo e le sue mutandine in un sacchetto.
Ma sono costretto a fermare i film porno nella sua testa, limitandomi a firmare l’impegnativa d’affitto.
Non so, forse per quell’aria inevitabilmente familiare. Mi si è parata davanti come un barilotto di birra. Nonostante il mio pessimo umore, son riuscito a tollerare la sua compagnia durante l’aperitivo (scelto in modo da potermi defilare con eleganza casomai mi fosse risultata insopportabile) e nel giro di qualche ora siamo entrati abbastanza in confidenza da farle dono del mio nome.
Una di quelle cose del tipo che non puoi tornare indietro, ma ormai è fatta.
Sì: può anche diventare mia amica - ho pensato. In fondo devo pur attechire in questa città e da qualche parte devo cominciare. Mi sembra una tipa abbastanza curiosa e soprattutto abbastanza faccia da culo da avere il naso infilato negli ambienti più diversi.
Decido di metterla alla prova tanto per testare la sua resistenza e la sottopongo a dosi massicce di wasabi e alcoholici prima di chiederle che cosa sta leggendo in questi giorni. Barilotto resiste. Fa implodere con grazia un rutto al ginger e mi dice “Borges”. Esame superato.
C’è da lavorare un po’ sui modi ma tutto sommato posso anche presentarmi in pubblico in sua compagnia.
L’indomani andiamo in giro per agenzie immobiliari a scartabellare annunci.
Mando avanti Barilotto a intervistare gli agenti perché mi secco a fare domande e a farmi rivolgere la parola, per cui ascolto i dialoghi e mi limito a esprimere attraverso le sopracciglia il giudizio sugli appartamenti proposti.
Rastrelliamo due appuntamenti e sono già esausto: tra questi due sceglierò la mia nuova casa.
Uno ha un prezzo accettabilmente elevato, non è lontano da lavoro e si trova in una via tranquilla.
L’altro è oscenamente caro, piccolo, nell’epicentro esatto della città, ma ha un soppalco delizioso e una cucina pressochè inesistente. Dev’essere mio.
All’incontro conduco le danze trasformandomi nel mio alterego bravo ragazzo e faccio innamorare di me l’agente, la padrona di casa e incidentalmente anche Barilotto.
In casi come questi meglio pescare a bomba, per essere certi di colpire nel segno.
A fine serata la padrona non solo acconsente a darmi l’appartamento ma vorrebbe darmi anche il suo corpo e le sue mutandine in un sacchetto.
Ma sono costretto a fermare i film porno nella sua testa, limitandomi a firmare l’impegnativa d’affitto.